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Anosmia. La mia esperienza

Ecco qualche consiglio utile per curare l'anosmia (perdita dell'odorato).
Naturalmente ognuno di noi deve consultare un medico prima di intraprendere qualunque terapia.

Il farmaco più valido per il nostro problema sembra essere il KENACORT che è un cortisone rivelatosi assolutamente adatto per la risoluzione dell'anosmia in caso di presenza di polipi nasali e se non ci sono problemi particolari (traumi, malattie gravi, ecc.) che il medico dovrà evidenziare con le indagini che riterrà opportune. Gli effetti si evidenziano dopo alcuni gi0rni dalla prima somministrazione.

Inoltre segnalo il Turbinal Spray, che è sempre un cortisone ma locale e che sembra essere utile a mantenere e consolidare i risultati. Segnalo anche il Flixonase che sembra adatto al nostro scopo.


Ancora segnalerei il Tiobec 400 retard che è un integratore che molti trovano utile alla nostra causa. Vedere per questo il foglietto illustrativo o su internet.

Ricordiamo sempre i lavaggi frequenti delle fosse nasali con acqua di mare (confezioni spray in vendita in farmacia o nei supermercati.



Inoltre le inalazioni con acqua termale in bottiglia (o alle terme!) che si possono fare a casa con appositi apparecchi venduti in farmacia.



Ricorda: ogni terapia va sempre concordata personalmente e preventivamente con il proprio medico!! Le informazioni riportate in questo blog hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici.
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sabato 10 marzo 2012

Un farmaco interessante.

BECOTIDE 50 mcg - Spray nasale, sospensione

Vi segnalo questo interessante farmaco (cortisone) che viene utilizzato per

le riniti stagionali (raffreddore da fieno), pollinosi, allergie.
Potrebbe essere utile anche per la nostra causa come farmaco 
da utilizzare per il mantenimento della funzione olfattiva.
Ma, come sempre, consultate il vostro medico!!

02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA

Ogni flacone contiene
Principio attivo: beclometasone dipropionato 10 mg.
Il nebulizzatore contiene 20 g di sospensione e fornisce 200 erogazioni, ciascuna delle quali esattamente dosata corrisponde a 50 mcg di beclometasone dipropionato.
Per gli eccipienti vedere sezione 6.1

FORMA FARMACEUTICA

Spray nasale, sospensione.

Indicazioni terapeutiche 

Profilassi e trattamento delle riniti allergiche stagionali e croniche compresa la pollinosi ("febbre da fieno") e delle riniti vasomotorie.

domenica 26 febbraio 2012

L'olfatto

Olfatto è uno dei sensi specifici e rende possibile, tramite i chemiocettori, la percezione della concentrazione, della qualità e dell'identità di molecole volatili e di gas presenti nell'aria. Tali molecole sono chiamate odoranti. L'olfatto è connesso in maniera funzionale con il gusto, come si può dimostrare quando un raffreddore congestiona le vie aeree, compromettendo la funzione olfattiva e facendo in modo che i cibi abbiano pressoché tutti lo stesso sapore. È inoltre connesso con il sistema chemiosensoriale generale o trigeminale. I tre sensi dell'olfatto, gusto e chemiosensoriale generale formano il sistema chemiosensorio. L'olfatto è il più studiato dei tre sistemi chemiosensoriali.

sabato 29 ottobre 2011

L'anosmia è la perdita totale della capacità di percepire gli odori. Può essere transitoria o permanente, congenita o acquisita, e consegue, di solito, a malattie di tipo respiratorio, in particolare a carico del tratto nasale. La perdita totale dell'olfatto può anche essere causata da un trauma cranico, dal Morbo di Parkinson, dal Morbo di Alzheimer e da alcune neoplasie cerebrali. Nel caso di anosmia congenita le cause si possono rintracciare nella sindrome di Kallman attribuita alla mancata formazione del lobi olfattori dell'encefalo ed alla malattia di Refsum nella quale la perdita dell'olfatto si associa a retinite pigmentosa.[1] L'anosmia si può anche ritrovare in malattie psichiatriche di tipo funzionale, come le isterie da conversione [2]
Differisce dalla disosmia, che provoca una disfunzione della capacità olfattiva senza perdita totale.

sabato 11 giugno 2011

Con la rinite niente odori nè sapori

La rinite è un'infiammazione della mucosa delle fosse nasali, che può decorrere in forma acuta o cronica, se perdura continuativamente per oltre sei mesi. La rinite acuta è in genere di origine virale e si trasmette per contatto diretto attraverso il flug (le goccioline disperse nell’aria). La forma cronica è in genere secondaria ad altre patologie, quali deviazione del setto nasale, sinusiti, ingrossamento delle adenoidi, oppure è dovuta a una forma allergica. La rinite è caratterizzata da un’ostruzione nasale continua, molto fastidiosa, accompagnata o meno da ipersecrezione sierosa o purulenta, se vi è una sovra infezione batterica. In seguito a ciò si perde transitoriamente la capacità di percepire gli odori e i sapori, ossia anosmia e ageusia. Altri sintomi accompagnatori frequenti sono starnuti, lacrimazione e cefalea.

La rinite insorge maggiormente in ambienti inquinati, fumosi, con aria condizionata, per irritazione della mucosa nasale ed è favorita dal clima freddo umido. 
La rinite acuta se non regredisce può causare sinusiteotite, infezione bronchiale e laringite. La rinite cronica può invece dare origine a un’atrofia della mucosa, con assenza di secrezioni, formazione di crosticine maleodoranti e sensazione di ostruzione nasale e cefalea.

La rinite acuta di origine virale, cioè il raffreddore comune può essere accompagnata, oltre che da secrezione sierosa continua e lacrimazione, anche da malessere generale e febbre. In assenza di complicanze batteriche il raffreddore comune si risolve spontaneamente nel giro di qualche giorno. Nella rinite cronica invece la rinorrea, ossia la secrezione sierosa continua, può essere assente e la sensazione di “naso chiuso” è costante.

lunedì 6 giugno 2011

Attenzione all'aria condizionata!

Quale sono i disturbi che possono derivare da un non corretto uso dell’aria condizionata?
Innanzitutto il flusso d’aria condizionata non deve essere troppo freddo: è importante non regolare il termostato su temperature molto basse affinché il divario tra temperatura esterna ed interna non sia eccessiva (indicativamente la temperatura mantenuta dal condizionatore dovrebbe essere di cinque-sei gradi in meno rispetto alla temperatura esterna). Gli sbalzi di temperatura sono infatti dannosi per il nostro apparato respiratorio perché il freddo eccessivo causa una sorta di blocco del sistema naturale di difesa delle vie respiratorie provocando una diminuzione della vascolarizzazione delle mucose respiratorie ed una conseguente paralisi delle minuscole ciglia vibratili che rivestono le mucose stesse la cui funzione è proprio quella di allontanare dal nostro organismo i microrganismi presenti nell’aria che respiriamo. Per questo motivo possiamo incorrere nelle classiche malattie da raffreddamento che includono raffreddore, mal di gola e bronchite e, oltre a queste, rischiamo anche l’emicrania, il torcicollo, i dolori articolari, i dolori muscolari ed i dolori addominali che talvolta possono essere anche accompagnati da dissenteria.
Una cattiva manutenzione e pulizia degli impianti di condizionamento può causare l’insorgenza di disturbi anche seri in quanto proprio nei filtri degli apparecchi si annidano pollini, acari (che possono provocare attacchi d’asma nei soggetti allergici) e microrganismi di ogni tipo (batteri, funghi, muffe ecc). Tra questi riveste particolare importanza il bacillo Legionella pneumophila che provoca la malattia del legionario. Questo microrganismo vive e si riproduce molto bene nell’ambiente caldo-umido presente all’interno dei condizionatori d’aria e la malattia di cui si rende responsabile è caratterizzata da febbre, tosse e sintomi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea); nei casi più seri può evolvere anche in una polmonite.

sabato 28 maggio 2011

Il naso e l'olfatto



Il naso è un elemento fondamentale per una corretta respirazione, il suo compito di “climatizzatore” dell’aria è necessario per un corretto funzionamento dei polmoni. Ciascuna fossa nasale, infatti, è provvista di tre formazioni carnose chiamate turbinati nasali inferiore (1), medio (2) e superiore (3); costituite da uno scheletro osseo della forma di grondaia (montata al contrario), rivestiti di un tessuto spugnoso che contiene sangue (corpi cavernosi).

La mucosa che ricopre queste strutture è ricca di ghiandole, che secernono muco, e di ciglia. L’aria entrando nel naso batte sui turbinati, cosicché viene filtrata (la polvere in essa sospesa resta invischiata nel muco e le ciglia muovendosi provvedono a portare fuori i residui), riscaldata (il sangue che riempie i corpi cavernosi cede calore) ed infine umidificata (il muco secreto dalle ghiandole ha anche questa funzione).


Intorno alla fosse nasali si trovano delle cavità chiamate
 seni paranasali (seno mascellare, seno etmoidale, 
seno frontale e seno sfenoidale), che comunicano con 
il naso attraverso stretti canali. Essi contribuisco in maniera 
importante al corretto svolgimento della funzionalità nasale.
Nella zona del tetto del naso, in corrispondenza in quella parte 
dell’osso etmoide chiamata lamina cribrosa, si trova l’area olfattiva 
dove piccole cellule provviste di ciglia captano gli odori. 
Queste hanno ciglia immerse in un gel oleoso in cui le particelle 
odorose volatili si sciolgono
ed entrano in contatto con i sensori olfattivi.
 Dalle cellule olfattive partono piccoli filuzzi nervosi
che attraversano, appunto, la lamina cribrosa e si 
portano al cervello nel bulbo olfattivo,
 laddove parte il nervo vero e proprio che porta ai 
centri olfattivi cerebrali nellacorteccia preippocampica.

Il sistema olfattivo ha perso via via di importanza nello sviluppo della specie, 
ma ha tuttora un ruolo importante nella percezione
 emotiva in determinate circostanze. 
I profumi di solito, allietano, mentre gli odori sgradevoli provocano disagio. 
Questo a dimostrazione del coinvolgimento del sistema limbico
 (emotivo-comportamentale)
 nella percezioni degli odori. E’ utile sottolineare come pure il gusto sia 
strettamente correlato all’olfatto, sebbene i sensori olfattivi e gustativi siano
 indipendenti e le informazioni da loro veicolate decorrano lungo nervi diversi. 
Tale comportamento è da attribuire alla componente emotiva della percezione 
odorosa che si associa ad un particolare gusto di un alimento.

lunedì 7 febbraio 2011

Un vecchio farmaco per ripristinare l'olfatto: la teofillina

Teofillina per ripristinare il senso dell’olfatto

Un farmaco a base di teofillina mostra risultati promettenti nel restituire il senso dell’olfatto a quanti lo hanno perso.
La somministrazione di teofillina, un farmaco già noto da tempo nella terapia dell'asma bronchiale, si dimostra efficace nei pazienti colpiti da iposmia, detta anche anosmia virale, con secreto nasale a bassa concentrazione di c-AMP, il fattore di crescita delle cellule dell'epitelio. Il farmaco, in grado di bloccare l'azione dell’enzima fosfodiesterasi capace di diminuire il c-AMP, può ripristinare il giusto livello del c-AMP e favorire il recupero olfattivo.
Secondo il dr. Robert Henkin, autore dell’articolo pubblicato in giugno sull’American Journal of the Medical Sciences, sono pochi i rimedi efficaci.
Henkin, direttore del Center for Molecular Nutrition and Sensory Disorders a Washingotn DC, con il suo staff aveva stabilito che le persone con iposmia avevano ridotto i livelli di nucleotidi ciclici nella saliva e nella mucosa nasale, e che il trattamento con teofillina mutava aumentandoli i livelli di c-AMP nella saliva e nella mucosa nasale, ripristinando il senso dell’olfatto. Ora secondo Henkin i risultati hanno bisogno di essere verificati nel trial clinico.
Per il dr. Ronald Kuppersmith , professore di chirurgia presso il Texas A&M Health Science Center College of Medicine e Presidente dell’American Academy of Otolaryngology-Head and Neck Surgery "per coloro che non hanno altri trattamenti efficaci, questa può rappresentare una valida opzione".
L’iposmia che negli Stati Uniti rende circa 20 milioni di persone prive dell’olfatto, è causata da virus, traumi alla testa, gravi forme allergiche o da alcuni tipi di ostruzioni anatomiche del naso o da polipi nasali.
Tra gli effetti collaterali della teofillina, per altro minimi, i ricercatori segnalano nervosismo e agitazione oltre alla difficoltà ad addormentarsi. HealthDay - 10 luglio 2009

n.b. La teofillina è un alcaloide presente nelle foglie di the (Camellia sinensis), ma anche nei semi di caffè e guaranà . La sua concentrazione è molto variabile in relazione al tipo di the, alla varietà ed alla durata dell'infuso.