Anosmia: perdita dell'olfatto e del gusto (della vita).
Diario di uno che soffre di anosmia. Non sentire gli odori e i sapori, cioè due dei cinque sensi è, per chi la vive, quasi un dramma. E' come vivere una vita dentro una campana di vetro. Cercare di capire il perché e trovare valide soluzioni. Scoprire, ad esempio, come la preghiera può cambiare il corso della nostra vita e...della nostra salute.
Anosmia. La mia esperienza
Ecco qualche consiglio utile per curare l'anosmia (perdita dell'odorato).
Naturalmente ognuno di noi deve consultare un medico prima di intraprendere qualunque terapia.
Il farmaco più valido per il nostro problema sembra essere il KENACORT
che è un cortisone rivelatosi assolutamente adatto per la risoluzione dell'anosmia in caso di presenza di polipi nasali e se non ci sono problemi particolari (traumi, malattie gravi, ecc.) che il medico dovrà evidenziare con le indagini che riterrà opportune. Gli effetti si evidenziano dopo alcuni gi0rni dalla prima somministrazione.
Inoltre segnalo il Turbinal Spray, che è sempre un cortisone ma locale e che sembra essere utile a mantenere e consolidare i risultati. Segnalo anche il Flixonase che sembra adatto al nostro scopo.
Ancora segnalerei il Tiobec 400 retard che è un integratore che molti trovano utile alla nostra causa. Vedere per questo il foglietto illustrativo o su internet.
Ricordiamo sempre i lavaggi frequenti delle fosse nasali con acqua di mare (confezioni spray in vendita in farmacia o nei supermercati.
Inoltre le inalazioni con acqua termale in bottiglia (o alle terme!) che si possono fare a casa con appositi apparecchi venduti in farmacia.
Ricorda: ogni terapia va sempre concordata personalmente e preventivamente con il proprio medico!! Le informazioni riportate in questo blog hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici.
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sabato 10 marzo 2012
Un farmaco interessante.
domenica 26 febbraio 2012
L'olfatto
sabato 29 ottobre 2011
sabato 11 giugno 2011
Con la rinite niente odori nè sapori
La rinite è un'infiammazione della mucosa delle fosse nasali, che può decorrere in forma acuta o cronica, se perdura continuativamente per oltre sei mesi. La rinite acuta è in genere di origine virale e si trasmette per contatto diretto attraverso il flug (le goccioline disperse nell’aria). La forma cronica è in genere secondaria ad altre patologie, quali deviazione del setto nasale, sinusiti, ingrossamento delle adenoidi, oppure è dovuta a una forma allergica. La rinite è caratterizzata da un’ostruzione nasale continua, molto fastidiosa, accompagnata o meno da ipersecrezione sierosa o purulenta, se vi è una sovra infezione batterica. In seguito a ciò si perde transitoriamente la capacità di percepire gli odori e i sapori, ossia anosmia e ageusia. Altri sintomi accompagnatori frequenti sono starnuti, lacrimazione e cefalea.La rinite acuta se non regredisce può causare sinusite, otite, infezione bronchiale e laringite. La rinite cronica può invece dare origine a un’atrofia della mucosa, con assenza di secrezioni, formazione di crosticine maleodoranti e sensazione di ostruzione nasale e cefalea.
lunedì 6 giugno 2011
Attenzione all'aria condizionata!
Quale sono i disturbi che possono derivare da un non corretto uso dell’aria condizionata?Innanzitutto il flusso d’aria condizionata non deve essere troppo freddo: è importante non regolare il termostato su temperature molto basse affinché il divario tra temperatura esterna ed interna non sia eccessiva (indicativamente la temperatura mantenuta dal condizionatore dovrebbe essere di cinque-sei gradi in meno rispetto alla temperatura esterna). Gli sbalzi di temperatura sono infatti dannosi per il nostro apparato respiratorio perché il freddo eccessivo causa una sorta di blocco del sistema naturale di difesa delle vie respiratorie provocando una diminuzione della vascolarizzazione delle mucose respiratorie ed una conseguente paralisi delle minuscole ciglia vibratili che rivestono le mucose stesse la cui funzione è proprio quella di allontanare dal nostro organismo i microrganismi presenti nell’aria che respiriamo. Per questo motivo possiamo incorrere nelle classiche malattie da raffreddamento che includono raffreddore, mal di gola e bronchite e, oltre a queste, rischiamo anche l’emicrania, il torcicollo, i dolori articolari, i dolori muscolari ed i dolori addominali che talvolta possono essere anche accompagnati da dissenteria.
Una cattiva manutenzione e pulizia degli impianti di condizionamento può causare l’insorgenza di disturbi anche seri in quanto proprio nei filtri degli apparecchi si annidano pollini, acari (che possono provocare attacchi d’asma nei soggetti allergici) e microrganismi di ogni tipo (batteri, funghi, muffe ecc). Tra questi riveste particolare importanza il bacillo Legionella pneumophila che provoca la malattia del legionario. Questo microrganismo vive e si riproduce molto bene nell’ambiente caldo-umido presente all’interno dei condizionatori d’aria e la malattia di cui si rende responsabile è caratterizzata da febbre, tosse e sintomi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea); nei casi più seri può evolvere anche in una polmonite.
sabato 28 maggio 2011
Il naso e l'olfatto

Intorno alla fosse nasali si trovano delle cavità chiamate seni paranasali (seno mascellare, seno etmoidale, seno frontale e seno sfenoidale), che comunicano con il naso attraverso stretti canali. Essi contribuisco in maniera importante al corretto svolgimento della funzionalità nasale. | |
Nella zona del tetto del naso, in corrispondenza in quella parte dell’osso etmoide chiamata lamina cribrosa, si trova l’area olfattiva dove piccole cellule provviste di ciglia captano gli odori. Queste hanno ciglia immerse in un gel oleoso in cui le particelle odorose volatili si sciolgono ed entrano in contatto con i sensori olfattivi. Dalle cellule olfattive partono piccoli filuzzi nervosi, che attraversano, appunto, la lamina cribrosa e si portano al cervello nel bulbo olfattivo, laddove parte il nervo vero e proprio che porta ai centri olfattivi cerebrali nellacorteccia preippocampica. Il sistema olfattivo ha perso via via di importanza nello sviluppo della specie, ma ha tuttora un ruolo importante nella percezione emotiva in determinate circostanze. I profumi di solito, allietano, mentre gli odori sgradevoli provocano disagio. Questo a dimostrazione del coinvolgimento del sistema limbico (emotivo-comportamentale) nella percezioni degli odori. E’ utile sottolineare come pure il gusto sia strettamente correlato all’olfatto, sebbene i sensori olfattivi e gustativi siano indipendenti e le informazioni da loro veicolate decorrano lungo nervi diversi. Tale comportamento è da attribuire alla componente emotiva della percezione odorosa che si associa ad un particolare gusto di un alimento. |
lunedì 7 febbraio 2011
Un vecchio farmaco per ripristinare l'olfatto: la teofillina
Un farmaco a base di teofillina mostra risultati promettenti nel restituire il senso dell’olfatto a quanti lo hanno perso.
La somministrazione di teofillina, un farmaco già noto da tempo nella terapia dell'asma bronchiale, si dimostra efficace nei pazienti colpiti da iposmia, detta anche anosmia virale, con secreto nasale a bassa concentrazione di c-AMP, il fattore di crescita delle cellule dell'epitelio. Il farmaco, in grado di bloccare l'azione dell’enzima fosfodiesterasi capace di diminuire il c-AMP, può ripristinare il giusto livello del c-AMP e favorire il recupero olfattivo.Secondo il dr. Robert Henkin, autore dell’articolo pubblicato in giugno sull’American Journal of the Medical Sciences, sono pochi i rimedi efficaci.
Henkin, direttore del Center for Molecular Nutrition and Sensory Disorders a Washingotn DC, con il suo staff aveva stabilito che le persone con iposmia avevano ridotto i livelli di nucleotidi ciclici nella saliva e nella mucosa nasale, e che il trattamento con teofillina mutava aumentandoli i livelli di c-AMP nella saliva e nella mucosa nasale, ripristinando il senso dell’olfatto. Ora secondo Henkin i risultati hanno bisogno di essere verificati nel trial clinico.
Per il dr. Ronald Kuppersmith , professore di chirurgia presso il Texas A&M Health Science Center College of Medicine e Presidente dell’American Academy of Otolaryngology-Head and Neck Surgery "per coloro che non hanno altri trattamenti efficaci, questa può rappresentare una valida opzione".
L’iposmia che negli Stati Uniti rende circa 20 milioni di persone prive dell’olfatto, è causata da virus, traumi alla testa, gravi forme allergiche o da alcuni tipi di ostruzioni anatomiche del naso o da polipi nasali.
Tra gli effetti collaterali della teofillina, per altro minimi, i ricercatori segnalano nervosismo e agitazione oltre alla difficoltà ad addormentarsi. HealthDay - 10 luglio 2009
n.b. La teofillina è un alcaloide presente nelle foglie di the (Camellia sinensis), ma anche nei semi di caffè e guaranà . La sua concentrazione è molto variabile in relazione al tipo di the, alla varietà ed alla durata dell'infuso.


